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L’accesso a Montecalvo e dato dalla strada statale 414, che consente
l’entrata in paese sia da Ariano Irpino che dalla strada 90 bis delle Puglie proveniente da Benevento o da Foggia, dalla strada provinciale che viene da Corsano e dalla Benevento-Apice-S.Vito. Giunti in Piazza Vittoria si può ammirare il monumento ai Caduti montecalvesi della prima guerra mondiale. L’opera, inaugurata il 3 ottobre del 1926, fu eseguita da Michele Guerrisi, della reale accademia di Torino autore, altresì, del monumento allo studente sito nell’Università di Napoli. Su una base in pietra bianca a forma di parallelepipedo, alta circa tre metri e circondata da gradini similmente in pietra, svetta il glorioso Fante fuso in bronzo, simbolo della Giovinezza Italica. In basso, il magnifico altorilievo bronzeo raffigurante il Caduto sorretto dalla Vittoria e pianto dalla madre. Ancora più sotto, anch’esso in bronzo, 1’elmo dei bersaglieri . Lasciata la piazza, ricca di sedili in legno e di una spaziosa gradinata, nonché impreziosita da numerose magnolie e da una refrigerante fontanella, ci si può avviare verso il centro antico.

Immettendosi in Corso Vittorio Emanuele, e lasciato sulla sinistra il palazzo Caccese, di cui resta il solo portale, salendo la caratteristica scalinata di via Costa dell’Angelo, ci si trova in Piazza Porta della Terra su cui si affaccia il Palazzo Comunale, tipico esempio di costruzione fascista. Prospiciente il lato Est del municipio sono la chiesa di S.Pompilio Maria Pirrotti e la casa natale del Santo. La chiesa, di epoca fascista, e stata ricavata dai locali del pianterreno dell’antico palazzo Pirrotti di cui restano oggi il portale in pietra, che immette nel vecchio cortile, anch’esso originario, e le suggestive cantine ricavate nel tufo su cui poggiano le fondamenta della casa.
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Panorama di
Montecalvo irpino
- Lato Nord-Est- |
Sull’arco del portale, scolpito su pietra, e superstite la riproduzione dello stemma Pirrotti la cui interpretazione risale, con ogni probabilità al professore Girolamo Pirrotti (1679- 1750), padre di San Pompilio Maria: ”lo stemma della famiglia Pirrotti consiste in una figura di donna a mezzo busto o intera, non ha importanza, in campo d’oro, con i capelli raccolti da un nastro a larga fascia, spioventi sulle spalle. Nella mano destra reca una torcia sempre accesa e nella sinistra un lungo ramo di cinque rose. Sotto questa figura di donna corrono tre bande rosse alternate a tre bianche, una sotto l’altra, e sopra la testa della medesima, due ali a mo di corona”. Sulla parte esterna della chiesa e
l’immagine miracolosa della Madonna di Montevergine con cui, secondo la tradizione, discorreva San Pompilio durante le sue visite al paese. Tra le lapidi commemorative, sparse sulla stessa facciata, notevoli sono le due che riportano i quattro epigrammi in distici elegiaci che Papa Leone XIII dedico al Santo in ricordo della sua visita effettuata a Montecalvo nel 1839, in qualità di delegato apostolico, per
l’apertura del processo di beatificazione. Tra gli altri, particolarmente affettuoso, e quello dal titolo
”Noster in Montem Calvum adventus” :
”Praepositi hirpini florenti aetate regundis,
Huc olim fausto cessimus auspicio
Et montis laeti clwum conscendimus,
ipsa haec praebuit hospitmm pompiliana domus.
Quae ratio adeventus fuerit si forte requiras,
sat subiecta oculis pagma scripta docet.
Excussi testes, adserta cbarismata;
rite Pompiho es.superum post ea partus honor.
Et nunc, o mirum! ipse Deus caelestia nobis
Tam caro capiti pectere serta dedit.
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Nostro arrivo in Montecalvo
Preposto un giorno nell’età fiorente
a governare gli irpini
io mi mossi, e vi giunsi faustamente.
E salii il lieto monte, ove ricetto
la medesima casa
di Pompilio mi dette entro il suo tetto
Se di questa venuta tu mi chiedi
il perché ben lo dice
la pagina qui scritta che tu vedi
i testimoni udimmo, esaminati
furono chiari i prodigi
ond’ha Pompilio l’onor dei beati
E, meraviglia! dà il Signore a noi
cinger capo sì caro della corona
dei beati suoi.
(Traduzione del prof. padre Mauro Ricci delle Scuole Pie)
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Piazza S.
Pompilio. Portale Palazzo Pirrotti |
La chiesa fu consacrata nel 1937. L’unico altare, del 1882, gia dedicato a S.Niccolò da Tolentino, proviene, probabilmente, dalla scomparsa chiesa di S. Caterina. Interessanti sono i due lampadari d’ottone, gia della chiesa del SS.mo Corpo di Cristo, le statue lignee di S.Pompilio e dell’Immacolata, quest’ultima del 1796. Dalla stessa chiesa si può accedere all’archivio-sacrario. Tra gli altri ricordi relativi alla vita del Santo e qui possibile ammirare un altare ligneo, un confessionale ed una pianeta che sono stati utilizzati da S.Pompilio. Sull’altare e collocata una grande tavola (m 2 x 1,5) raffigurante forse la Madonna dell’Abbondanza, S.Francesco di Paola e S.Giovanni di Colonia, oppure la Madonna della Consolazione, il beato Felice da Corsano e S.Pietro Martire. Nella seconda ipotesi il dipinto sarebbe proveniente dalla scomparsa chiesa di S.Caterina. La presenza di un sicuro santo domenicano riconduce la tavola al periodo orsiniano (1686-1730). La pianeta e posta in una splendida credenza di noce delicatamente scolpita a roselline recante, sulle due ante
inferiori, sempre scolpito in noce, lo stemma della famiglia Pirrotti. Accanto all’altare e posta la statua della Madonna
dell’Abbondanza, commissionata dall’arciprete don Pompilio Pirrotti, pronipote del Santo, allo scultore napoletano Pedace dopo
l’incendio che la notte tra il 4 e il 5 agosto 1891 aveva distrutto la chiesa
dell’Abbondanza. Le premure dell’arciprete, volte alla ricostruzione del tempio e alla rifazione della statua, indussero la Santità di Leone XIII a nominare
l’omonimo discendente del Santo montecalvese, suo prelato domestico. Appesi alla parete sono due ritratti ad olio dell’allora ”Venerabile Servo di Dio Pompilio Maria Pirrotta”. Si tratta di un originale, che secondo la tradizione fu trovato appoggiato al portone di casa Pirrotti da Michele, fratello del Santo, che aveva sentito bussare il battente nello stesso attimo in cui, il 15 luglio de11766, Pompilio Maria spirava in Campi Salentina (LE), e di una copia che si fu costretti ad effettuare visto il deperimento della prima tela. Su un grande foglio bianco con una ricca cornice in legno dorato spiccano, ad una parete, i distici di papa Leone XIII, con firma autografa del pontefice, inviati a Montecalvo
l’8 maggio 1899. Si tratta di una straordinaria testimonianza di affetto per Montecalvo e di ”somma venerazione ”per S.Pompilio da parte del papa della ”Rerum Novarum ”che in
più occasioni affermo di ”invocare giornalmente ”Pompilio Maria Pirrotti, per assicurarsene il patrocinio, sin dal 1839. Sempre nell’archivio-sacrario e possibile leggere, in copia, le lettere inviate un po’ da tutta Italia da S.Pompilio ai familiari, nonché i vari decreti ufficiali che hanno scandito e sancito la santità del Montecalvese.
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Ritratto su
Tela di S. Pompilio Maria Pirrotti -sec. XVIII - Chiesa di
S. Pompilio
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