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Il ponte di Santo Spirito, altrimenti detto ”Dei Diavoli” o ”Del Diavolo” apparteneva alla via Appia Traiana che congiungeva Benevento alle Puglie. Sorto
sul fiume Miscano, era situato la dove ancora oggi ne esistono i ruderi . Nei suoi pressi, nel 1970, fu ritrovata un’epigrafe, oggi collocata nel museo provinciale di Avellino con il numero d’inventario ventitre. Il blocco di pietra e alto m.1,30, largo cm 87 e spesso cm.40. Il testo, trascritto ed integrato da Consalvo Grella, direttore del museo provinciale di Avellino e del tenore seguente:
IMP. CAESAR
DIVI NERVAE F.
NER VA TRAIANUS
...AU G. GERM (ANICUS)
DACICUS PARTHICUS
PONT MAX TR. POT. XX
IMP. XIII COS. VI P.P.
VIAM TRANSLATAMQUE
IMPETU? FLUMINIS
....DESTRATUR. SUA
PECUNIA IN. LOCOTUTIORE
RESTITUIT.
Ruderi di maggiori proporzioni, rispetto a quelli oggi esistenti, si vedevano ancora nel 1854 allorché lo storico Filippo Cirelli osservava ”una colonna miliaria con numero XVI, benché guasta nell’iscrizione. Tuttora (1854) noi l’abbiamo ocularmente veduti, esistono di tal ponte i ruderi di due archi ed uno intero pilastro ”. Oltre al fornice della grande arcata, qui e li per il fiume esistono giganteschi blocci di pietra scalpellata simili, per forme e proporzioni, a quelli del teatro romano di Benevento.
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Taverna del
Duca - Malvizza |
La zona del ponte del Diavolo, che per la posizione centrale che occupa nella geografia della valle può essere considerata il cuore del Miscano, svolge oggi un ruolo primario nell’attrazione turistica. Il complesso turistico ”Center for young”, inconsapevole erede non solo delle antiche taverne romane, ma anche di quelle strutture ludico-rilassanti tanto care agli antichi e di cui svariati ruderi e testimonianze sono disseminati nella Valle, riprende una tradizione interrotta per secoli dai noti e tanti eventi bellici, causa di profondi sconvolgimenti etnici e demografici. Adagiati intorno al misterioso ponte dei Diavoli, che quasi a scongiurare temibili interventi infernali 1a cultura popolare ha voluto battezzare anche ”di Santo Spirito”, graziosi chalets accolgono i turisti per rilassanti soggiorni all’insegna dello sport, del recupero dei valori ambientali e della buona cucina. Tratti incontaminati e suggestivi di sponde fluviali ricche di vegetazione spontanea, affioramenti di blocchi lapidei, parti superstiti di ponti serviti a spostamenti di eserciti, di mandrie e di greggi e le dolci ondulazioni delle colline di Montecalvo, di Ariano, di Buonalbergo, di Casalbore, di Castelfranco e di Ginestra, costituiscono il teatro e lo sfondo del piacevolissimo percorso a cavallo che i turisti possono effettuare. Il tiro con
l’arco e il tiro a piattello soddisfano le esigenze di quanti intendono esercitare la mira in modo incruento. In particolare il tiro della freccia riprende un’antichissima attitudine degli abitanti della valle, soprattutto dei Montecalvesi i cui balestrieri, distinguendosi nel 1270 nella difesa della città di Lucera dall’attacco dei Saraceni, fruttarono alla loro università la dispensa dalle tasse da parte di re Carlo
D’Angiò. Le piste di go karts, di motocross e di autocross per giri di diletto personale, di allenamento o di competizione, diventano
spesso luogo di incontro festoso. Al ”Center for young” non si avverte la nostalgia del mare: una magnifica piscina, affiancata da Acqua Scivolo e da Vasca per altri giochi d’acqua, offrono la possibilità di trascorrere vere e proprie vacanze balneari ad un’altitudine di quattrocento m.s.l. del mare. L’ottima ristorazione, che non disdegna
l’uso di prodotti agricoli e di allevamento locali e biologici, conta sul supporto di un vastissimo complesso comprendente il har e iI ristorante- pizzeria con tre grandi sale per cerimonie capaci rispettivamente di quattrocentocinquata, trecentocinquanta e duecento posti. Da gennaio a dicembre il ponte delle Nove Luci,
armonica costruzione in pietra, con nove grandi fomici che guardano il letto del Miscano, e il luogo privilegiato d’osservazione del]a movimentata attività turistica. I rombi dei motori, i cui echi le arcate del ponte diffondono smorzati per la Valle, e gli sgargianti colori degli sponsors che sfrecciano sulle varie piste, in un certo senso ricreano colori e rumori di un tempo, quando al posto delle bandierine sventolavano gli stendardi reali di Federico di Svevia e di Carlo D’Angiò, di Carlo VIII e di Ferdinando il Cattolico, di Ferrante d’Aragona e dei principi dei rispettivi seguiti, e il rumore era dato dalle urla di guerra dei tanti guerrieri vittoriosi e sconfitti nella spartizione di un territorio che pure vantava i segni di un popolo non avvezzo ai gioghi stranieri. Le svariate testimonianze archeologiche, artistiche e monumentali che rendono palpabile la densità degli avvenimenti storici che hanno interessato
l’intera Valle del Miscano, possono essere ammirate anche dall’alto, essendo possibile effettuare, decollando dal ”Center for young”, voli con
l’elicottero.
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Contrada S.
Spirito - Ponte Romano "Del
Diavolo"
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Secolo II d.C. |

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