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Comune di Montecalvo Irpino

La rete Civica

La Pacchiana


(Autore Giovanni Bosco Maria Cavalletti)

 

 

IL COSTUME TRADIZIONALE DI MONTECALVO IRPINO 

 

(La ”Pacchiana”)

     Fatto più unico che raro, a Montecalvo e possibile ammirare ancora il tradizionale costume femminile, non in fredde riproduzioni da museo, ma direttamente indossato dalle cosiddette ”pacchiane”. Nel corso degli anni, ma soprattutto negli ultimi tempi, a causa delle mutate esigenze, esso e andato via via modificandosi. Anticamente ve ne era uno cosiddetto ”giornaliero” e un altro per le feste e per le grandi occasioni. Quest’ultimo si componeva di numerosi pezzi: 1) lunghe mutande con merletto 1avorato a ”puntina” e con ampia spaccata nella bracatura; 2) calzettoni neri di lana doppia lavorati con i ferri; 3) sottana corta tipo gonna; 4) camicia bianca di mussola con merletto giallo ed iniziali rosse lavorate a ”punto a croce”; 5) busto- gilet di colore vario ed un corpetto nero che regge le maniche allacciato con numerosi nastrini; 6) gonna pieghettata di velluto o di raso (originariamente lana plisset) lunga fino al ginocchio (probabilmente essa e cominciata ad accorciare nel corso di questo secolo); 7) un grembiule lavorato con ricami anche dorati detto mantesino (forse dal latino ante-sinum); 8) scarpe decolté di vario colore e adornate con nastrini intonati allo stesso colore chiamati ”capisciole”; 9) copricapo per la festa di tipo ripiegato detto ”pannuccia”, molto largo, che arriva, con la frangia, fino a coprire tutta la schiena. E’ finemente ricamato. In altemativa alla pannuccia, che era solo per i giomi festivi, vi erano il ”maccaturo” e la ”tovaglia”, quest’ultima ricamata ”a spugna”. Le donne sposate indossavano un particolare corpetto, ricco di sonagli pendenti, detto ”buttunera”. Elemento obbligatorio e preziosissimo del costume montecalvese era 1’oro. Un costume privo di determinati ”pez- zi” del giallo metallo non poteva essere indossato!; si tratta delle ”tre fila di oro a cocole”, delle ”sciacquaglie” e dello ”spungolo” per il quale veniva fatta, comunque, un’eccezione potendo essere anche d’argento. Le ”tre fila d’oro a cocole” erano costituite da una collana a tre giri intorno al collo e lunga fino al seno, formata da tante palle ovali di oro bocciardato che avevano la forma simile alle ”cocole”, termine dialettale con cui si indicano i frutti selvatici delle querce: le ”sciacquaglie” erano costituite da orecchini pendenti e lo ”spungolo” aveva la funzione di tenere attaccato il copricapo ai capelli. Il costume di nozze si impreziosiva della ”scolla”, un lungo mantello di seta, di preferenza bianco o celeste, che veniva indossato a punta lungo la schiena; nell’occasione il capo era scoperto e tra i capelli arricciati con la tipica ”castagna”, spiccavano i fiori d’arancio. Il costume del ”lutto”, indossato a causa dei lutti familiari e portato a volte fino alla morte, era modificato nel corpetto e nel copricapo che diventavano neri. Per le turiste a Montecalvo e d’obbligo la tradizionale foto col costume originale.