CHE
COS’E’ ? L’ICI,
Imposta Comunale sugli Immobili è una imposta comunale istituita
nel 1993. Per calcolare l’imposta è necessario conoscere due elementi:
il valore catastale dell’immobile e
l’aliquota applicata nel Comune in cui si trova
l’immobile.
CHI DEVE PAGARE
L’ICI Devono
pagare l’ICI tutti coloro che posseggono immobili. Con il termine
"immobili" si intendono: fabbricati (ville, alloggi, case, garage,
tettoie, ecc….), terreni fabbricabili e terreni
agricoli.
Ovviamente l’imposta si paga
proporzionalmente all’effettivo periodo di possesso dell’immobile e
alla percentuale di possesso.
A
CHI E'
DOVUTA? Al Comune sul cui
territorio si trovano i fabbricati, le aree fabbricabili, i terreni
agricoli.
SU CHE COSA SI PAGA
L'IMPOSTA?
Sul valore di fabbricati,
aree fabbricabili, terreni agricoli.
COME SI CALCOLA QUESTO VALORE? Per le aree
fabbricabili il valore è costituito da quello venale in comune
commercio. Per i terreni agricoli il valore è costituito da quello
che risulta applicando all'ammontare del reddito dominicale risultante a
catasto un moltiplicatore pari a 75. PER I FABBRICATI è necessario
conoscere la rendita catastale che è un valore attribuito ai
fabbricati dal Catasto sulla base di determinate categorie e
classi assegnate a seconda del tipo di fabbricato: le case, per esempio,
sono classificate valutando se si tratta di abitazione signorile,
economica, popolare, ecc..
Quando si acquista una casa sul contratto di
acquisto sono indicati i dati di registrazione catastali, (categoria,
classe e rendita catastale), nonché il numero di vani, ecc. Quindi il
modo migliore per conoscere la rendita catastale è leggere l'atto di
acquisto dell'abitazione, ricordando però che le rendite catastali in
vigore ai fini dell'applicazione dell'ICI, dal 1997 sono state rivalutate
del 5%.
E SE NON SI CONOSCE LA RENDITA
CATASTALE DEL
FABBRICATO? Succede quando il fabbricato
non è iscritto al Catasto; in questo caso si calcola una rendita
cosiddetta "presunta". Si attribuisce cioè al fabbricato un
valore catastale determinato con riferimento alla rendita di fabbricati
aventi caratteristiche simili a quello per il quale si deve pagare
l'imposta.
Prima di procedere all'attribuzione di una rendita
presunta è però necessario verificare al Catasto l'eventuale avvenuta
attribuzione di una rendita definitiva, e/o contattare l'Ufficio tributi
Comunale presso il quale
Una volta nota la rendita catastale per arrivare al
valore su cui si paga l’imposta (base imponibile) bisogna applicare i
moltiplicatori determinati per legge. Per le abitazioni il
moltiplicatore è 100, per i locali a destinazione particolare e per gli
uffici è 50 e per i negozi è 34. Facciamo l’esempio di una casa
singola, con box auto. L’alloggio è stato accatastato alla categoria A7,
ed alla classe 3 ed è composto da 5 vani. La rendita catastale è pari a
L. 1.450.000 che rivalutata del 5% diventa
1.522.500. Il box auto è stato accatastato alla categoria C6
ed alla classe 3 ed è di mq. 35. La rendita catastale è di L.
315.000 che rivalutata del 5% diventa 330.750.
Il villino di 4 vani con box auto avrà quindi i seguenti
valori catastali:
| |
Rendita
catastale |
moltiplicatore |
Valore
catastale |
Abitazione in
villino di 5 vani |
1.522.500 |
100 |
152.250.000 |
| Box di 35 metri
quadri |
330.750 |
100 |
33.075.000 |
|