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Aree Ammassamento (soccorritori e Risorse)

Sono aree dove far affluire i materiali, i mezzi e gli uomini necessari alle operazioni di soccorso). Anche in questo caso è stato adottato in fase di pianificazione un approccio basato sul principio della polifunzionalità individuando funzioni ed esigenze da poter sviluppare parallelamente alle attività di protezione civile. In questo senso si tende a parlare di aree attrezzate di interesse generale finalizzate ad accogliere in modo adeguato le seguenti funzioni:


-  la direzione, il coordinamento e lo svolgersi delle operazioni di soccorso e di assistenza alla popolazione, in caso di emergenza da parte della protezione civile;
-  la sosta temporanea dei veicoli autosufficienti adibiti ad uso itinerante (autocaravan, caravan e autobus turistici);
- l’installazione di attrezzature per i mercati all’aperto e per le attività ricreative itineranti, nonché per le manifestazioni all’aperto in genere.

Tali funzioni, sebbene caratterizzate da un certo grado di eterogeneità, hanno in comune la peculiarità di essere temporanee e, pertanto, organizzabili in modo ciclico e/o alternato e di necessitare di grandi spazi aperti minimamente dotati di attrezzature e di servizi base analoghi (infrastrutture primarie).

Di seguito si riporta tabella con indicazione delle aree di emergenza individuate all'interno dei Comuni di Montecalvo Irpino e Casalbore.

 

CODICE AREA
UBICAZIONE COMUNE SUPERFICIE
AT1 Via Dietro Carmine Montecalvo Irpino 1067 mq
AT2 Largo Croce Montecalvo Irpino 1180 mq
AT3 Piazza Vittoria Montecalvo Irpino 1007 mq
AT4 Via Fano Montecalvo Irpino 1470 mq
AT5 Via Dante Montecalvo Irpino 540 mq
AT6 Area Stazione Montecalvo/Buonalbergo Montecalvo Irpino 14000 mq
AT7 Largo Padre Pio Casalbore 2315 mq
AT8 SP 209 Casalbore 8700 mq
AM1 Villa Comunale Montecalvo Irpino 8590 mq
AM2 Area PIP Montecalvo Irpino 10010 mq
AM3 SP 209 Casalbore 13950 mq
R1 Campo di calcio Luigi Cucchi Montecalvo Irpino 5560 mq
R2 Cartodromo Montecalvo Irpino 4305 mq
R3 Campo Sportivo Casalbore 22645 mq

Aree di Attesa

Le Aree di Attesa (meeting point, punto di raccolta della popolazione al verificarsi di un evento) sono luoghi di prima accoglienza per la popolazione; sono state utilizzate piazze, slarghi, parcheggi, spazi pubblici o privati ritenuti idonei e non soggetti a rischio (frane, alluvioni, crollo di strutture attigue, etc.), raggiungibili attraverso un percorso sicuro possibilmente pedonale e segnalato (in verde) sulla cartografia. Il numero delle aree scelte è stato funzione della capacità ricettiva degli spazi disponibili, del numero degli abitanti e della conformazione del territorio, ma sempre conformemente alle possibilità logistiche. Le aree di attesa della popolazione dovranno essere utilizzate in emergenza per un periodo di tempo di poche ore. Le aree dovranno essere indicate sul territorio con apposita cartellonistica.

Aree Accoglienza

Sono da intendersi come l’allestimento di strutture in grado di assicurare un ricovero per coloro che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione. Tali aree sono state segnalate in rosso sulla cartografia (TAV.3) e dovranno essere indicate con segnaletica adeguata sul territorio. Possiamo individuare tre ipotesi per le aree di accoglienza:


1. strutture improprie idonee ad accogliere la popolazione;
2. tendopoli e/o roulottopoli;
3. insediamenti abitativi di emergenza;

B1 Strutture improprie di accoglienza
Tali strutture possono essere scuole, alberghi, centri sportivi, strutture militari, edifici pubblici temporaneamente non utilizzati, campeggi, centri sociali, strutture fieristiche, ecc. Nell’ambito della pianificazione comunale è fondamentale tenere aggiornate le informazioni inerenti strutture ricettive pubbliche e/o private in grado di soddisfare esigenze di alloggiamento temporaneo. Le aree elencante sono Aree di attesa che, qualora necessario, potranno essere, anche parzialmente, convertite (al momento) in Aree di ricovero, ampliando in tal modo la capacità di alloggiare in loco i sinistrati. E’ utile ricordare che, nello specifico, gli edifici scolastici (e le aree immediatamente prospicienti)individuati come Aree di attesa e riconvertibili in ricovero, non essendo stati assoggettati agli studi di vulnerabilità sismica, in caso di eventi tellurici intensi o ripetuti, non potranno più essere utilizzati. In caso di tali eventi le Aree di ammassamento e ricovero poste
nelle vicinanze e distanti da quegli edifici, fungeranno da Area di attesa.

B2 Tendopoli
Le aree idonee per la realizzazione di una tendopoli possono suddividersi in tre categorie:
a. aree adibite ad altre funzioni, già fornite in tutto o in parte, delle infrastrutture primarie;
b. aree potenzialmente utilizzabili individuate successivamente ad un evento calamitoso;
c. aree da individuare, preventivamente, in sede di pianificazione di emergenza.

B2.a. In questo caso sono ricomprese tutte quelle aree comunemente fornite di servizi, come zone sportive o spazi fieristici. Pensando per esempio alle superfici dedicate al calcio emergono alcune caratteristiche fondamentali per uno spazio da adibire a tendopoli:


- diffusa distribuzione sul territorio;
- dimensioni sufficientemente ampia e misure certe;
- esistenza di opere di drenaggio;
- allacci con la rete elettrica, idrica e fognaria;
- impianto di illuminazione notturna;
- esistenza di vie di accesso;
- presenza di aree adiacenti, quali parcheggi, idonee all’eventuale ampliamento della
tendopoli o per essere adibite ad altre attività dell’organizzazione dei soccorsi.
Tra le aree da adibire a tendopoli è stato individuato il Campo Sportivo Comunale, per il quale è stata predisposta una progettazione di dettaglio allegata alla presente relazione (Tav. 5).

B2.b. Nel caso in cui avvenga un evento di estremo impatto e si debbano individuare ulteriori aree
idonee all’installazione di una tendopoli sarà importante valutare le aree e selezionarle rispetto al
potenziale rischio residuo tenendo conto di fattori quali:
- aree sotto tesate elettriche o sopra elettrodotti interrati;
- superficie esposte a crolli di edifici o strutture sopraelevate (ciminiere, tralicci,antenne, gru…);
- zone percorse da condutture principali di acquedotti e gasdotti;
- aree sottoposte o immediatamente prossime a rilievi potenzialmente pericolosi o a rocce fessurabili;
- superfici sottostanti o immediatamente prossime a dighe, bacini idraulici e condotte forzate;
- zone di esondazione di fiumi e corsi d’acqua o esposte a fenomeni di marea;
- superfici suscettibili di cedimenti del terreno, smottamenti e frane;
- terreni adibiti precedentemente a discarica poi bonificata;
- aree eccessivamente esposte localmente a fenomeni metereologici particolari quali forti venti, trombe d’aria, ecc…;
- zone vicine a complessi industriali, possibili fonti di rischio incendio, chimico, biologico, ecc…
- aree prossime a magazzini, centri di stoccaggio e serbatoi di gas, liquidi e solidi infiammabili o a rischio chimico, ecc….;
- foreste e macchie (rischio incendi e folgorazione da fulmini), terreni aratri, conche e avvallamenti che con la pioggia possono perdere consistenza.

Inoltre da evitare anche la sovrapposizione tra le aree di accoglienza della popolazione e le aree operative destinate al personale addetto alle operazioni di soccorso, nonché le aree destinate all’atterraggio dei mezzi di soccorso e le aree individuate per la realizzazione degli insediamenti abitativi. In ultima analisi sarà necessario redigere un progetto di massima per la dislocazione della tendopoli sul terreno individuato (in fase di pianificazione è possibile redigere anche il progetto della tendopoli essendo note a priori tutte le misure dei moduli base). Da tenere in considerazione in questo caso alcune regole di base:


- pochi percorsi carrabili principali di attraversamento dell’area, protetti con materiali (piastre metalliche, palanche, ghiaia di diametro grande, ecc…) atti ad impedire lo sprofondamento dei mezzi;
- aree di stoccaggio o magazzini-tenda dei materiali da posizionare ai bordi della tendopoli, per circoscrivere il transito dei mezzi pesanti;
- eventuali tubazioni in superficie e non interrate.

B2.c. Nel terzo caso una forte attenzione va posta sul concetto di stabilire un percorso congiunto tra pianificazione territoriale e pianificazione di emergenza al fine di coniugare (principio della
polifunzionalità) le esigenze di spazi da destinare a verde pubblico, aree di sosta o impianti sportivi, ad esempio, con gli scenari di eventi riferiti alle diverse tipologie di rischio a cui un determinato territorio è esposto, indicando il numero della potenziale popolazione da assistere in caso di evento. Quindi nella progettazione di nuovi eventuali spazi pubblici (giardini, parchi, campi sportivi) si potrebbe tenere conto dei seguenti accorgimenti:
- la localizzazione dei siti, definiti in sede di pianificazione urbanistica, dovrà considerare la sicurezza dei luoghi in termini di potenziale utilizzo, in caso di calamità, per funzioni di assistenza alla popolazione;
- i collegamenti con l’ area dovranno essere garantiti anche in previsione di un potenziale evento;
- le indicazioni provenienti dagli standard urbanistici, per il dimensionamento degli interventi di natura urbana, dovranno essere integrate con le esigenze derivanti dal piano di protezione civile;
- la progettazione esecutiva dovrà coniugare le esigenze sociali e/o territoriali con le funzioni di protezione civile, recependo le indicazioni dimensionali per l’installazione dei moduli
tenda e/o moduli abitativi, sociali e di servizio nonché degli spazi necessari; alla movimentazione dei mezzi e dei materiali;

dovrà essere prevista la possibilità di un rapido collegamento con le principali reti di servizio, dimensionate in base al potenziale bacino di utenza in caso di evento. Tendopoli tipo In tutti i casi sopra evidenziati è bene ricordare che l’installazione di una tendopoli prevede la predisposizione di moduli tenda standard secondo uno schema denominato “raggruppamento di secondo livello” o “modulo 32” del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. Secondo tale schema, inserito tra i documenti allegati alla presente relazione, una tendopoli tipo prevede:
- 32 tende mod. P.I. 88
- Rettangolo di 55 mt x 55 mt (circa 3000 mq)
- 192 persone circa (mediamente 6 persone per tenda)
- 2 moduli bagno (lunghezza 6,56 mt x larghezza 2,80 mt x altezza 2,50 mt, peso 2700 Kg) ciascuno contenente 3 lavabo, 3 water, 1 doccia lato donna e 3 lavabo, 3 water, 1 doccia lato  uomo, 2 scaldabagni e 3 lampadine (ingombro totale dei due moduli bagni circa 36 mq)
- Almeno una tenda modulare “roder” per mensa, attività sociali, riunioni, chiesa, ecc…di dimensioni 12 x 15 mt (circa 180 mq) eventualmente espandibile in moduli da 12 x 20, 12 x 25 e fino a 12 x 30 (due tende complete con ingombro di 360 mq).
- Segreteria e gestione del campo in moduli container per attività sociali (modulo sociale sogeco) di dimensioni larghezza 2,50 mt x lunghezza 12,00 mt x altezza 2,50 mt e peso 4.000 Kg  (ingombro per modulo 30 mq)
- Containers di risulta dei materiali utilizzati 9 container (ciascun mini box misura lunghezza 2,99 mt x larghezza 2,44 mt x altezza 2,44 mt e peso 1.160 Kg) ingombro totale circa 70 mq (se   impilati uno sopra l’altro considerando 3 file da 3 mini box ciascuna l’ingombro si riduce a circa 25 mq). Quindi considerando il modulo base di una tendopoli tipo per l’alloggio di circa 200 persone si dovrà disporre di uno spazio utile di circa 3500 mq senza considerare spazi esterni alla tendopoli adibiti a parcheggi, magazzini, deposito merci, ecc.; tale spazio è stato individuato all’interno del Campo Sportivo Comunale.


B3 Insediamenti abitativi di emergenza
Tali aree possono essere organizzate, sempre in caso di eventi estremi, ai fini di una proficua destinazione urbanistica, quali aree polifunzionali, contemperando le esigenze di natura ordinaria
con quelle richieste dalla pianificazione di emergenza. Ne discende, laddove si decida di praticare un approccio multifunzionale alle attività di individuazione ed allestimento delle aree, per tali correlate finalità, un più stretto e vincolante rapporto con gli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica, da cui discende la necessità di definire specifici contenuti tecnici e metodologie di elaborazione, riguardo agli atti urbanistici che le amministrazioni devono redigere o aggiornare. Le caratteristiche da tenere presente nell’individuazione delle aree per insediamenti abitativi, sono in via generale esemplificata, le seguenti:


1) lo svolgimento delle operazioni di soccorso e di assistenza alla popolazione, al verificarsi di condizioni emergenziali (situazione di emergenza);

2) l’installazione di attrezzature per mercati all’aperto, per mostre ed attività ricreative itineranti, per manifestazioni che prevedano l’impianto di strutture mobili o provvisorie (situazione di
normalità).


Sebbene caratterizzate da una certa disomogeneità le caratteristiche fondamentali delle aree sono comuni ad entrambi i casi, trattandosi di necessità temporanee, organizzabili in modo ciclico e riferite a spazi aperti minimamente attrezzati. Per quanto riguarda la progettazione degli insediamenti abitativi in emergenza si deve necessariamente far riferimento ai seguenti documenti, emanati dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile:
- “Linee guida per l’individuazione delle aree di ricovero per strutture prefabbricate di protezione civile” (direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri (GU 44 del 23 febbraio 2005);
- “Manuale tecnico per l’allestimento delle aree di ricovero per strutture prefabbricate di protezione civile” (decreto del capo del dipartimento della Protezione Civile n° 1243 del 24 marzo 2005);